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Il Tribunale di Lodi ha emesso oggi, 16 dicembre 2025, la sentenza di primo grado relativa al disastro ferroviario del 6 febbraio 2020 nei pressi di Livraga (Lodi), che vide coinvolto il convoglio Frecciarossa 1000 Milano–Salerno e costò la vita ai due macchinisti, Mario Dicuonzo e Giuseppe Cicciù, oltre a causare il ferimento grave di altre persone a bordo.

La decisione del Tribunale si è conclusa con tre condanne e due assoluzioni. Tra i condannati figurano:

  • Valerio Giovine, all’epoca responsabile produzione di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione;

  • Marco Caccioppoli, operaio montatore di Alstom Ferroviaria, per aver installato in modo errato i cablaggi di un attuatore, con pena di 2 anni e 8 mesi;

  • Giovanni Iantorno, collaudatore degli attuatori nello stabilimento Alstom, condannato a 2 anni e 10 mesi.
    Assolti, per mancanza di prove, i due ingegneri di Alstom, Andrea Morganti e Francesco Muscatello. 

In attesa di leggere le motivazioni di merito della sentenza, la FILT-CGIL Lombardia sottolinea la necessità di una lettura che non riduca un fatto di tale gravità a un errore isolato di singoli last-minute manutentori, bensì lo inquadri all’interno di sistemi, procedure e responsabilità complessive della sicurezza ferroviaria.

Dichiarazione di Angelo Piccirillo, Segretario Generale FILT-CGIL Lombardia

 «Abbiamo affermato fin dal primo momento la tesi secondo la quale la responsabilità di un incidente di questa gravità non potesse essere addossata esclusivamente ad ipotetici errori dell’ultimo tratto della filiera lavorativa, cioè agli operai manutentori, a maggior ragione se uno di essi era assunto da pochi mesi con contratto di somministrazione.

 

Le procedure operative connesse a quelle di sicurezza dovrebbero mettere in condizione i lavoratori di operare dentro un sistema complessivo di efficienza, controllo e sicurezza, nei tempi necessari a svolgere gli interventi e sottoposti a costante supervisione.


Nel ricordare i due lavoratori macchinisti deceduti nello schianto e i feriti più gravi, cui va in via prioritaria il nostro pensiero, non possiamo che constatare come, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, il Tribunale di Lodi abbia ricostruito una corretta catena di responsabilità che rafforza quella che è sempre stata la nostra convinzione.


Nel processo la FILT-CGIL si era costituita parte civile e anche in questo caso il Tribunale ha ritenuto di riconoscere la congruità di tale decisione riconoscendole un risarcimento economico. Tale somma, nei tempi dati, sarà utilizzata dalla FILT-CGIL Lombardia anche in relazione a progetti specifici legati al tema della sicurezza, attraverso formazione, divulgazione e sostegno alle nostre strutture RLS e RSU, per dare un contributo fattivo che in quota parte possa evitare il ripetersi di tragedie sul lavoro come quella di Livraga.»

Perché questa sentenza è importante

La tragica dinamica del deragliamento — causato dall’errata posizione di uno scambio dovuta a un componente difettoso e non correttamente gestito all’interno delle procedure — evidenzia come allo stato attuale non basti attribuire responsabilità individuali se non si affrontano sistematicamente le lacune organizzative e di controllo che permettono che errori tecnici possano portare a esiti così drammatici.

La FILT-CGIL Lombardia ribadisce il proprio impegno per la tutela della sicurezza nei trasporti e nei luoghi di lavoro, rinnovando la richiesta di investire su formazione, prevenzione, sistemi di controllo e supervisione, strumenti indispensabili per garantire che episodi come quello di Livraga non si ripetano.