NOTIZIARIO TRENORD MAGGIO 2017

Immatricolazione di un rotabile nuovo con ANSF

Il processo autorizzativo di immissione in servizio di un rotabile nuovo ha subito, negli ultimi anni, cambiamenti radicali, rispetto a quanto si faceva qualche anno fa. Ad oggi i soggetti che intervengono nel processo sono il Costruttore del veicolo, l’ANSF (Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria), l’impresa ferroviaria e il proprietario del rotabile, se diverso da quest’ ultima e per ultimo il gestore infrastruttura (es. RFI o FERROVIENORD).

Per prima cosa viene individuato un rotabile detto “testa di serie” che sarà “l’esempio” per tutti gli altri rotabili costruiti dello stesso tipo.

Il Costruttore ha il compito, oltre che di costruire il rotabile rispettando tutte le normative vigenti, di ottenere un’AMIS (Autorizzazione messa in servizio) da parte di ANSF. Quest’ ultima può effettuare controlli durante il processo costruttivo, ma di norma si avvale di un VIS (Verificatore indipendente di sicurezza) che effettua insieme al costruttore una serie di prove tecniche previste che vengono poi citate nella dichiarazione di conformità finale del rotabile. A questo punto dopo una serie di controlli da parte di ANSF al veicolo costruito e finito, viene rilasciata un’AMIS per quel rotabile.

Ogni rotabile ottiene un’AMIS, la “testa di serie” ovviamente avrà eseguito prove più impegnative dei rotabili conformi della serie stessa.

Una volta che il Costruttore ha ottenuto l’AMIS sarà l’impresa ferroviaria utilizzatrice del mezzo a doverlo iscrivere nel RIN (Registro immatricolazione nazionale). Il registro funziona un po’ come il “PRA” in ambito automobilistico. Il rotabile infatti ha una punzonatura (data dal costruttore) e un NEV (Numero europeo veicolo), che viene assegnato da ANSF quando emette l’AMIS. Nel registro viene iscritto il rotabile citando l’AMIS, il proprietario del veicolo, il Detentore (l’impresa ferroviaria che utilizza il mezzo) e l’ SRM (soggetto responsabile della manutenzione). Vengono inoltre inseriti dati riguardanti punzonatura, NEV, anno di costruzione, e altri dati sui sistemi di sicurezza presenti sul rotabile. (Per esempio se dotato di SCMT, di SSC/SCMT BL3, di ERTMS/ETCS L2,…..).

A questo punto rimane solo da ottenere la circolabilità con RFI o con altro gestore infrastruttura.

Una volta iscritto il rotabile nel RIN, si richiede circolabilità sulle linee di RFI, per esempio, la quale, dopo avere valutato alcuni dati (come pesi assiali, sagome limiti,…) concede la circolabilità, che altro non è che una  autorizzazione a percorrere le linee di propria gestione. Come avveniva anche prima, può capitare che un veicolo possa circolare solamente su alcune linee dell’infrastruttura ferroviaria nazionale e non su tutte. Ci sono limitazioni totali della circolazione o anche parziali, per esempio limitazioni di velocità nel percorrere certe tratte. Queste vengono riassunte e comunicate nel documento detto circolabilità dal gestore infrastruttura che le comunica al personale interessato anche tramite altri documenti come la PGOS o i FL che aggiorna.

A questo punto il nostro “treno” è pronto per entrare in servizio commerciale.